MODELLI CLINICI DI RIFERIMENTO

Le categorie e i concetti che utilizziamo per rappresentarci la realtà e l’esperienza quotidiana sono vincolati dalla nostra storia di vita e dal contesto culturale e sociale in cui siamo cresciuti. Essi si compongono in complesse teorie che influenzano massicciamente il nostro modo di osservare ed interpretare i fenomeni del mondo. Perciò è importante tenere a mente (a allo stesso tempo, paradossalmente, dimenticarsene) i modelli che orientano, nel nostro caso, la pratica clinica. Qui di seguito qualche breve nota sui miei modelli clinici di riferimento.

Psicoanalisi relazionale

Il modello relazionale nasce da un amalgama di teorie e concetti clinici provenienti da tradizioni psicoanalitiche diverse (in particolare la psicoanalisi interpersonale e la scuola delle relazioni oggettuali). Costituisce un movimento integrativo, una teoria eclettica contemporanea fondata sull’idea che sono le relazioni (interne o esterne, reali o immaginate che siano) a essere centrali: sono «le relazioni con gli altri, e non le pulsioni, l’elemento fondamentale della vita mentale» (Mitchell, 1988, p. 4).

Psicoanalisi relazionale
Psicologia del Sé

Psicologia del Sé

La Psicologia psicoanalitica del Sé ha origine nel pensiero di Heinz Kohut, secondo cui il centro dell’universo psicologico della persona è costituito dal Sé. Esso si forma grazie al riconoscimento empatico da parte dell’altro, che in questo modo svolge una funzione fondamentale (oggetto-Sé) per lo sviluppo umano.

Prospettiva intersoggettiva

È una teoria di campo o di sistemi, che mira a comprendere i fenomeni psicologici come formati dall’incontro di soggettività in interazione, e non come prodotti di meccanismi intrapsichici isolati. È una teoria sia esperienziale, che relazionale. I suoi costrutti fondamentali concettualizzano l’organizzazione dell’esperienza personale e le sue vicissitudini nell’ambito di un sistema intersoggettivito contingente.

Prospettiva intersoggettiva

Etnopsicologia / Etnopsichiatria

Si tratta di un campo di studi e di pratica clinica complesso e molteplice, che mira a creare un dialogo tra psicologia e antropologia. Impegnata nel restituire dignità alle culture degli Altri, l’Etnopsicologia si concentra sull’articolazione delle realtà psichiche e delle realtà culturali, sulla “divisione culturale”, sulla questione dell’ambivalenza esistenziale nei processi migratori, sul riconoscimento della Differenza dell’Altro. Ciò attraverso la capacità di decentramento e decostruzione, attraverso il relativismo come metodo di lavoro e di riflessione e attraverso l’impiego di un dispositivo specifico: quello della mediazione etnoclinica. Per saperne di più

Psicoanalisi Contemporanea

I modelli appena citati, a parte l’Etnopsicologia, confluiscono nella cosiddetta Psicoanalisi Contemporanea. Le loro premesse epistemologiche sono l’esito di un processo di revisione delle concezioni di Freud, e al tempo stesso ne costituiscono uno sviluppo e una radicale rielaborazione. Esse possono ricondursi brevemente ai seguenti principi:

Il significato dell’empatia nella definizione del campo e dell’osservazione psicologica.


Il Sé come motivazione centrale.
La dinamica psichica risponde al bisogno fondamentale di preservare la coesione del Sé, che ne costituisce il principio di organizzazione centrale, non solo nelle fasi cruciali dello sviluppo, ma in tutto l’arco della vita.


Il contributo della ricerca empirica allo studio degli affetti e dell’attività mentale conscia e inconscia: attaccamento, Infant-Research e neuroscienze.
Con il lavoro di Daniel Stern, quello di Beatrice Beebe e di altri, è emersa in tutta la sua importanza la regolazione affettiva interpersonale come risultato sistemico di un contesto interattivo ed ha influenzato in misura determinante vaste aree della clinica.


Il sé e i sistemi motivazionali secondo Lichtenberg, Lachmann e Fosshage.
La nuova teoria della motivazione introdotta da Lichtenberg consolida il superamento della concezione pulsionale, e identifica nell’alternarsi dei sette diversi sistemi motivazionali la formazione e la preservazione del senso del Sé caratteristici di ogni singolo individuo.


La condivisione di una epistemologia sistemica come premessa di un dialogo tra diversi modelli di intervento.
Nella condivisione di una concezione sistemica e relazionale della formazione e dello sviluppo della mente si trovano i presupposti epistemologici comuni a queste correnti della psicoanalisi come ai modelli di molte altre aree della psicologia del profondo e della psicologia clinica.

Il significato dell’empatia nella definizione del campo e dell’osservazione psicologica.

Il Sé come motivazione centrale.
La dinamica psichica risponde al bisogno fondamentale di preservare la coesione del Sé, che ne costituisce il principio di organizzazione centrale, non solo nelle fasi cruciali dello sviluppo, ma in tutto l’arco della vita.

Il contributo della ricerca empirica allo studio degli affetti e dell’attività mentale conscia e inconscia: attaccamento, Infant-Research e neuroscienze.
Con il lavoro di Daniel Stern, quello di Beatrice Beebe e di altri, è emersa in tutta la sua importanza la regolazione affettiva interpersonale come risultato sistemico di un contesto interattivo ed ha influenzato in misura determinante vaste aree della clinica.

Il sé e i sistemi motivazionali secondo Lichtenberg, Lachmann
e Fosshage.
La nuova teoria della motivazione introdotta da Lichtenberg consolida il superamento della concezione pulsionale, e identifica nell’alternarsi dei sette diversi sistemi motivazionali la formazione e la preservazione del senso del Sé caratteristici di ogni singolo individuo.

La condivisione di una epistemologia sistemica come premessa di un dialogo tra diversi modelli di intervento.
Nella condivisione di una concezione sistemica e relazionale della formazione e dello sviluppo della mente si trovano i presupposti epistemologici comuni a queste correnti della psicoanalisi come ai modelli di molte altre aree della psicologia del profondo e della psicologia clinica.

CARATTERISTICHE SALIENTI

CENTRALITÀ DELLE ESPERIENZE REALI
e delle loro rappresentazioni nello sviluppo della personalità e nella determinazione del disagio psichico.

Nuovo profondo orientamento della clinica verso l’esperienza reale e le vicende che hanno connotato la storia dei pazienti, secondo la tradizione clinica che si richiama a Ferenczi.

funzione dei processi di difesa

La lettura dell’angoscia come angoscia di frammentazione getta una luce interamente nuova sull’insieme dei meccanismi di difesa, la cui funzione non è più quella di difendere l’Io da pulsioni incontenibili, ma di salvaguardare una coesione del sé sufficiente alla sopravvivenza psichica del soggetto.

Caratteristiche della psicopatologia
e innovazioni rispetto alla nosografia tradizionale

Con l’introduzione del Sé come istanza sovraordinata, la psicopatologia, con le sue diverse manifestazioni affettive e comportamentali, è ricondotta in misura crescente all’angoscia di frammentazione. “L’essenza dell’angoscia di disintegrazione è l’anticipazione del crollo del sé, non la paura della pulsione” (Kohut, 1980). Inoltre, l’integrazione nel modello teorico-clinico della teoria dell’attaccamento ha permesso di costruire una classificazione degli stili relazionali che integra la visione dei disturbi narcisistici propria della Psicologia del Sé.

Il valore dell’ingaggio emotivo dell’analista rispetto alla tradizione della neutralità.

I principi fondamentali di una tecnica “amica”:

a) la regolazione affettiva ottimale, ottenuta attraverso la creazione di una cornice amichevole e attendibile e un clima di sicurezza;

b) l’applicazione sistematica della percezione empatica e il suo correlato, l’identificazione degli affetti, che connotano le esperienze del paziente;

c) la facilitazione della narrazione, basata sull’accettazione di ciò che il paziente intende esprimere;

d) l’esplorazione e l’interpretazione intesi come processi condivisi, che si articolano in uno scambio sempre attento alla verifica e alla registrazione degli effetti di ogni intervento sullo stato del Sé e sull’assetto emotivo del paziente.


BIBLIOGRAFIA

Lingiardi V., Amadei G., Caviglia G., De Bei F. (2011). La svolta relazionale. Itinerari italiani. Raffaello Cortina, Milano.

Mitchell S. (1988). Gli orientamenti relazionali in psicoanalisi. Per un modello integrato. Tr. it. Bollati Boringhieri, Torino 1993.

Stolorow R. D., Atwood G. E., Brandchaft B. (1994), La prospettiva intersoggettiva. Tr. it. Borla, Roma 1996.

ISIPSé – http://www.isipse.it/scuola/