Migrazione

«La migrazione è prima di tutto un avvenimento sociologico inserito in un contesto storico e politico. [...] Che sia subìta o scelta, ogni migrazione è un atto coraggioso che impegna la vita dell'individuo e porta con sé delle modificazioni nell'insieme della storia famigliare. [...] i motivi della migrazione, anche scelta, sono ambivalenti» (Moro, M. R. (2002). Genitori in esilio. Psicopatologia e migrazioni. Milano: Raffaello Cortina Editore, p. 46).

Le migrazioni umane sono un fenomeno antico quanto l'umanità, al punto che si può affermare che "gli uomini siano una specie migratoria". Si tratta dello spostamento dal proprio luogo di origine ad uno ospitante o di destinazione temporanea/permanente.

Secondo la definizione dell'Enciclopedia Treccani, la migrazione è uno «spostamento, definitivo o temporaneo, di gruppi da un territorio a un altro, da una ad altra sede, determinato da ragioni varie, ma essenzialmente da necessità di vita».

Questo spostamento comporta il passaggio da una condizione di familiarità dei luoghi, degli usi e costumi, della lingua, ad una di spaesamento e ignoranza del contesto e delle regole alla base dei rapporti sociali. È così necessario mettere in atto dei processi di apprendimento che, a seconda della storia e delle risorse di ciascuno, possono riuscire a creare un nuovo adattamento o essere più o meno ostacolati e frenati da vari fattori.

Migranti e Migrazioni

Migrante è quindi, secondo quanto proposto dalle Nazioni Unite, una persona che si è spostata in un paese diverso da quello di residenza abituale e che vive in quel paese da più di un anno (migrante di lungo periodo). Se invece la permanenza è intorno ai tre-dodici mesi, si parlerà di migrante temporaneo o di breve periodo. Infine, se gli spostamenti avvengono all'interno dello stesso Stato, possiamo parlare di migrazioni interne.

Si parla poi di migrazione forzata (un termine, comunque, che sappiamo essere controverso) nel momento in cui vi sia un elemento di coercizione alla base del movimento migratorio. Può trattarsi sia di un evento naturale che di eventi legati all'agire umano: ad esempio terremoti o altri disastri naturali, oppure guerre o altri conflitti che mettono in pericolo la vita e la sussistenza di una persona.

Al di là di questa semplice (e forse banale) tipizzazione, i movimenti migratori costituiscono dei processi, dotati di una dinamica evolutiva peculiare, e dei sistemi di relazione, che riguardano le aree di partenza, quelle di transito ed infine di destinazione. Dobbiamo perciò distinguere il movimento (che è anche psicologico) dell'emigrazione e dell'immigrazione, che sottolinea, nel primo caso, il movimento di uscita da un territorio di origine e, nel secondo caso, quello di ingresso in un altro luogo o paese.

Difficoltà e sofferenze legate alla migrazione

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psicopatologia legata a migrazione --> troppo facile applicare tout court nosografia, allontana da esperienza soggettiva.

Più in generale, molti di noi portano con sé, nella propria esperienza di vita, dei vissuti di migrazione: ad esempio, chi si trasferisce da una piccola cittadina di provincia ad una metropoli avrà molto probabilmente vissuto quelle sensazioni di spaesamento e confusione legate all'arrivo in un posto nuovo e sconosciuto, che spesso si mischiano all'inizio con la curiosità per il luogo nuovo e lo spirito di scoperta. --> Permette empatia

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